Vai al contenuto

Il Consumo d’Acqua dell’Intelligenza Artificiale: Sfide e Soluzioni delle Big Tech

Negli ultimi anni, l’intelligenza artificiale (IA) ha conquistato un ruolo centrale nel panorama tecnologico globale. Tuttavia, un nuovo studio ha messo in luce un aspetto spesso trascurato di questa avanzata tecnologica: il suo considerevole consumo di acqua.

Secondo quanto riportato da una ricerca condotta dal centro di ricerca Riverside dell’Università della California, l’IA generativa, in particolare, ha un’impronta idrica significativa. I moderni data center che ospitano i server necessari per alimentare l’IA richiedono grandi quantità di acqua per il raffreddamento e la gestione termica. Un esempio emblematico è dato dall’addestramento di ChatGPT-3, un assistente virtuale sviluppato da OpenAI, che ha richiesto l’utilizzo di 700.000 litri di acqua dolce solo per il raffreddamento dei server di Microsoft.

Ma non è tutto: ogni conversazione con assistenti virtuali come ChatGPT può consumare fino a mezzo litro d’acqua, mentre le grandi aziende tech, tra cui Google, Microsoft e Meta, hanno assorbito oltre 2 miliardi di metri cubi di acqua dolce nel 2022, più del doppio del consumo annuale dell’intera Danimarca.

Questa crescente domanda di acqua da parte dell’IA genera preoccupazioni sulle forniture idriche globali, soprattutto considerando il contesto di siccità e cambiamenti climatici in corso. Si stima che entro il 2027 la domanda di IA generativa potrebbe raggiungere fino a 6,6 miliardi di metri cubi di acqua potabile.

Le grandi aziende tech stanno prendendo coscienza di questa sfida e stanno cercando soluzioni per ridurre l’impatto ambientale del loro consumo d’acqua. Microsoft, ad esempio, ha registrato un aumento del 34% nel consumo di acqua nel 2022 rispetto all’anno precedente, principalmente a causa della ricerca sull’IA. Tuttavia, l’azienda si impegna a diventare “water positive” entro il 2030, reintegrando una quantità d’acqua superiore a quella utilizzata nelle proprie attività.

Anche Google ha riconosciuto l’importanza di affrontare il problema, dichiarando nel suo ultimo rapporto ambientale di investire in tecnologie per ridurre il consumo di energia e acqua nei propri data center.

Meta, la società madre di Facebook, si è posta l’obiettivo di mantenere le proprie operazioni “net zero” per quanto riguarda l’acqua entro il 2030.

In definitiva, l’IA rappresenta un’enorme opportunità per l’innovazione e lo sviluppo tecnologico, ma è essenziale affrontare in modo proattivo le sfide ambientali associate al suo utilizzo, compreso il consumo di acqua. Solo attraverso un impegno collettivo delle aziende e dei governi sarà possibile garantire un futuro sostenibile per questa rivoluzionaria tecnologia.


Dai un’occhiata ai miei Social: Facebook – Instagram

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *