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Perizie asseverate e giurate per il Fondo Imprese Creative Invitalia: cosa verificare prima della rendicontazione

Il Fondo a sostegno delle piccole e medie imprese creative, disciplinato dal D.M. 19 novembre 2021 e gestito da Invitalia, nasce per sostenere nascita, sviluppo e consolidamento delle imprese creative. Il Capo II riguarda i progetti d’impresa: programmi di investimento per imprese creative, anche in forma integrata con altre imprese.

Parliamo di una misura importante: per i progetti d’impresa sono previste agevolazioni fino all’80% delle spese ammissibili, articolate in 40% contributo a fondo perduto e 40% finanziamento agevolato a tasso zero, su programmi di spesa fino a 500.000 euro al netto IVA.

Dove entra in gioco la perizia

Nel decreto, le perizie tecniche compaiono tra le voci collegabili alle esigenze di capitale circolante, insieme a spese assicurative e fidejussioni bancarie connesse al progetto. Non è un dettaglio amministrativo da trattare “a fine pratica”: una perizia fatta male può creare criticità in fase di verifica, rendicontazione o controllo documentale.

La perizia serve, in sostanza, a dare evidenza tecnica su beni, servizi, software, piattaforme, attrezzature o componenti immateriali inseriti nel progetto agevolato. Deve chiarire coerenza, funzionalità, congruità e collegamento diretto con l’iniziativa finanziata.

Perizia asseverata e perizia giurata: attenzione ai termini

Nel linguaggio operativo spesso si usano “asseverata” e “giurata” come sinonimi, ma nella prassi non vanno gestite con leggerezza. La perizia asseverata è una relazione tecnica in cui il professionista si assume la responsabilità del contenuto; la perizia giurata comporta invece il giuramento davanti a un pubblico ufficiale, con un rafforzamento formale dell’atto. Il Tribunale di Palermo, nella propria scheda informativa, qualifica la perizia asseverata come perizia stragiudiziale sulla quale viene prestato giuramento per attestare la fedele e corretta esecuzione.

Tradotto: prima di produrre documenti a Invitalia, bisogna capire quale forma sia richiesta dal caso specifico, dalla modulistica applicabile e dalle eventuali richieste istruttorie.

Cosa deve contenere una perizia fatta bene

Una perizia tecnica seria, per un progetto Capo II, dovrebbe almeno ricostruire:

  • il bene o servizio oggetto di verifica;
  • il collegamento con il programma di investimento approvato;
  • la coerenza con l’attività dell’impresa creativa;
  • la congruità tecnica ed economica rispetto al mercato;
  • l’identificabilità dei beni, soprattutto se materiali;
  • l’eventuale natura immateriale: software, licenze, piattaforme, brevetti, know-how;
  • la documentazione analizzata: preventivi, fatture, contratti, schede tecniche, SAL, collaudi, deliverable.

Il decreto richiede che beni e servizi agevolati siano utilizzati esclusivamente per l’attività d’impresa, acquistati a condizioni di mercato e pagati tramite conti intestati all’impresa beneficiaria secondo le modalità previste. Le spese devono inoltre essere correttamente contabilizzate.

Gli errori da evitare

Il primo errore è trattare la perizia come un allegato “di forma”. No: se il bene è un software, una piattaforma digitale o una soluzione tecnologica, la valutazione deve essere fatta da chi ha competenze tecniche reali sul tema.

Il secondo errore è usare descrizioni generiche: “realizzazione software”, “consulenza digitale”, “piattaforma web”. Non basta. Serve dettaglio tecnico, altrimenti la perizia non regge.

Il terzo errore è non allineare perizia, fatture, contratti e progetto approvato. Se i documenti raccontano storie diverse, il problema non è semantico: è istruttorio.

Stato della misura

Invitalia indica che l’incentivo è chiuso; nella pagina ufficiale è segnalato anche che lo sportello del Capo II – Progetti d’impresa risulta aperto per gli aumenti di capitale sociale. La modulistica per le imprese ammesse comprende percorsi specifici per anticipo, percorso ibrido e percorso quietanzato.

Conclusione

Per il Fondo Imprese Creative, la perizia non è una pezza da mettere a rendicontazione quasi chiusa. È uno strumento tecnico che deve tenere insieme progetto approvato, spese sostenute, documentazione contabile e reale funzionalità dell’investimento.

Quando ci sono software, asset digitali, beni immateriali o soluzioni tecnologiche, serve una valutazione competente. Diversamente, il rischio è presentare un documento formalmente esistente ma tecnicamente debole. E nei bandi pubblici, questa cosa si paga.

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