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Perizie asseverate e giurate per il bando Smart&Start Italia di Invitalia: guida completa per startup innovative

Smart&Start Italia è uno degli strumenti più importanti a disposizione delle startup innovative italiane. Promosso dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT) e gestito da Invitalia, questo incentivo offre finanziamenti agevolati a tasso zero — nella forma della sovvenzione rimborsabile — per piani d’impresa con spese comprese tra 100.000 euro e 1,5 milioni di euro. Il programma, istituito con Decreto Ministeriale del 24 settembre 2014 e successivamente aggiornato con il DM 30 agosto 2019 e la Circolare n. 439196 del 16 dicembre 2019, ha già finanziato oltre 1.549 startup con 618 milioni di euro di agevolazioni concesse e 800 milioni di investimenti attivati (dati Invitalia aggiornati al 1° febbraio 2024).

Uno degli aspetti più delicati — e spesso sottovalutati — dell’intero iter riguarda la perizia asseverata e giurata, un documento tecnico che può risultare determinante sia in fase di presentazione della domanda sia nella successiva rendicontazione delle spese. In questo articolo voglio chiarire quando è necessaria, chi può redigerla e come deve essere strutturata per evitare problemi che potrebbero compromettere l’intero finanziamento.

Come funziona Smart&Start Italia in sintesi

Prima di entrare nel merito delle perizie, è utile ricordare il quadro generale dell’agevolazione. Smart&Start Italia funziona a sportello: non ci sono graduatorie né scadenze fisse, e le domande vengono esaminate da Invitalia entro 60 giorni dalla presentazione, in base all’ordine cronologico di arrivo, fino a esaurimento delle risorse disponibili.

Il finanziamento agevolato a tasso zero copre l’80% delle spese ammissibili. La percentuale sale al 90% per le startup costituite interamente da donne e/o da giovani under 36, oppure quando è presente un esperto con titolo di dottorato di ricerca impegnato stabilmente all’estero. Per le startup localizzate nelle regioni del Mezzogiorno (Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia), il finanziamento prevede anche una componente a fondo perduto pari al 30%. A partire dal 15 settembre 2025, è inoltre possibile presentare progetti congiunti con imprese francesi nell’ambito del Trattato del Quirinale, con contributi a fondo perduto fino al 40%.

Le spese ammissibili si articolano in quattro macro-categorie: immobilizzazioni materiali (impianti, macchinari, attrezzature nuovi di fabbrica), immobilizzazioni immateriali (brevetti, marchi, licenze, certificazioni, know-how e conoscenze tecniche), servizi funzionali alla realizzazione del piano d’impresa e spese per il personale dipendente e collaboratori con mansioni tecniche. A queste si aggiunge una quota per il capitale circolante, nei limiti del 20% delle spese di investimento.

Il ruolo della perizia nel bando Smart&Start

La perizia tecnica giurata riveste un ruolo fondamentale in Smart&Start Italia, in particolare per quanto riguarda le immobilizzazioni immateriali. Come chiarito dalle FAQ ufficiali pubblicate da Invitalia, le spese relative a brevetti e licenze, know-how e conoscenze tecniche devono essere determinate — già in sede di presentazione della domanda — sulla base di una perizia tecnica giurata, redatta da un tecnico abilitato avente competenze specifiche e altamente professionali, opportunamente documentate, nel settore a cui si riferisce il bene immateriale.

Questo significa che la perizia non è un documento da produrre “dopo”, in fase di rendicontazione, ma è un elemento richiesto fin dalla domanda stessa per tutti quei beni immateriali che non sono acquistabili a listino con un prezzo di mercato verificabile in modo oggettivo. Mentre le altre spese di investimento possono essere documentate tramite preventivi redatti su carta intestata del fornitore, datati e sottoscritti, i beni immateriali richiedono uno strumento di validazione più robusto proprio per la loro natura intrinsecamente difficile da quantificare.

Perizia asseverata e perizia giurata: quale serve?

La distinzione tra perizia asseverata e perizia giurata è un tema che genera confusione, anche perché il legislatore ha utilizzato queste locuzioni in modo non sempre uniforme. In sintesi, la differenza sostanziale è la seguente.

La perizia asseverata è un documento redatto da un professionista iscritto all’albo che ne attesta la veridicità del contenuto sotto la propria responsabilità personale. Viene firmata digitalmente o in forma tradizionale, senza necessità di giuramento davanti a un pubblico ufficiale.

La perizia giurata aggiunge un passaggio formale ulteriore: il professionista si reca presso la cancelleria del tribunale (o dal notaio) e presta giuramento con la formula di “aver bene e fedelmente adempiuto all’incarico affidato al solo scopo di far conoscere la verità”. Questo giuramento conferisce al documento una valenza probatoria superiore e impegna il perito sotto il profilo della responsabilità penale, con il rischio di incorrere nel reato di falso ideologico in atto pubblico in caso di dichiarazioni mendaci.

Nel contesto di Smart&Start, Invitalia richiede la perizia tecnica giurata per brevetti, licenze, know-how e conoscenze tecniche. È fondamentale non sottovalutare questa specificazione: presentare una perizia asseverata quando è richiesta una giurata potrebbe comportare una richiesta di integrazione o, peggio, la non ammissibilità della spesa.

Cosa deve contenere la perizia

Indipendentemente dalla tipologia richiesta, la perizia deve essere un documento tecnico esaustivo e rigoroso. Sulla base della mia esperienza professionale nella redazione di perizie per bandi Invitalia e finanziamenti pubblici, gli elementi fondamentali che non possono mancare sono i seguenti.

In primo luogo, l’identificazione completa del professionista perito con i riferimenti all’albo professionale di appartenenza, le certificazioni e le competenze specifiche nel settore del bene oggetto di valutazione. Invitalia è molto chiara su questo punto: il tecnico deve possedere competenze specifiche e altamente professionali, opportunamente documentate.

Segue la descrizione tecnica dettagliata del bene immateriale, che deve illustrare la natura, le funzionalità, le caratteristiche tecniche e il contesto di utilizzo all’interno del piano d’impresa. Per un software, ad esempio, andrà descritto il linguaggio di sviluppo, l’architettura, le funzionalità innovative, il processo di sviluppo e testing.

La perizia deve poi contenere l’analisi di mercato e la metodologia di valutazione adottata, con i criteri di stima utilizzati per determinare il valore economico del bene. Il cuore del documento è l’attestazione di congruità del prezzo, ovvero la dimostrazione che il costo sostenuto o previsto è in linea con il valore reale del bene immateriale e con le condizioni di mercato. Infine, è essenziale il collegamento funzionale tra il bene e gli obiettivi del piano d’impresa, dimostrando che l’immobilizzazione immateriale è effettivamente necessaria e coerente con l’iniziativa agevolata.

Chi può redigere la perizia

Un aspetto su cui è importante fare chiarezza riguarda la figura del perito. Il professionista deve essere un tecnico abilitato, iscritto a un albo o ordine professionale, con competenze congruenti rispetto alla tipologia di bene da valutare. Per beni di natura informatica e tecnologica — che rappresentano la maggior parte dei casi nelle startup innovative — la figura dell’ingegnere informatico o delle telecomunicazioni è quella più indicata.

È altrettanto fondamentale il principio di terzietà: il perito non può essere un socio della startup beneficiaria, né il fornitore del bene oggetto di valutazione. Anche se questa regola potrebbe sembrare ovvia, ho riscontrato che non sempre viene rispettata, soprattutto nelle fasi iniziali in cui le startup tendono a coinvolgere consulenti già vicini al progetto. Il perito deve garantire una posizione di indipendenza rispetto sia al committente sia al fornitore, come richiesto dalla deontologia professionale e come specificato nelle FAQ di Invitalia per bandi analoghi.

Il momento giusto per la perizia

Come anticipato, per Smart&Start la perizia giurata relativa a brevetti, licenze, know-how e conoscenze tecniche è richiesta già in fase di domanda. Questo è un punto critico che differenzia Smart&Start da altri bandi dove la perizia è richiesta solo in fase di rendicontazione.

Nella fase successiva di rendicontazione, Invitalia effettua la verifica tecnica sulla funzionalità del programma di investimento e sulla pertinenza e congruità delle spese. L’erogazione avviene per Stati di Avanzamento Lavori (massimo 5 SAL), e ogni SAL può contenere titoli di spesa non ancora quietanzati nel limite massimo del 30% delle spese ammesse. È possibile richiedere un’anticipazione fino al 40% delle agevolazioni concesse, previa presentazione di fideiussione.

In questo contesto, una perizia ben strutturata fin dall’inizio rappresenta un investimento che semplifica enormemente le fasi successive, fornendo a Invitalia la documentazione necessaria per validare la congruità delle spese in modo rapido e senza richieste di integrazione.

Le tempistiche da non sottovalutare

Il contratto di prestito (contratto di finanziamento) viene stipulato tra Invitalia e l’impresa beneficiaria dopo l’esito positivo dell’istruttoria. I piani d’impresa devono essere avviati successivamente alla presentazione della domanda e conclusi entro 24 mesi dalla data di stipula del contratto, con possibilità di proroga fino a 6 mesi. Tutte le spese devono essere sostenute dopo la data di presentazione della domanda e i titoli di spesa devono riportare il codice CUP assegnato.

Pianificare la perizia con anticipo è quindi essenziale: attendere l’ultimo momento potrebbe significare trovarsi con tempistiche strette, documentazione incompleta e il rischio concreto di vedere ridotto o revocato il finanziamento.

Novità 2025-2026: cosa cambia per le startup

Alcune novità recenti meritano attenzione. Dal 3 novembre 2025 Invitalia ha migrato l’intero sistema di gestione delle domande su una nuova piattaforma digitale, che semplifica l’invio, il monitoraggio e la gestione delle pratiche. La Circolare 27 novembre 2024, n. 61821 ha inoltre aggiornato le tabelle dei costi standard per la rendicontazione del personale, riducendo gli adempimenti burocratici.

Inoltre, con il Decreto Ministeriale 18 giugno 2025 è stato introdotto l’obbligo per le startup di stipulare polizze assicurative catastrofali sui beni aziendali finanziati, un requisito che si aggiunge a quelli preesistenti per l’accesso alle agevolazioni e l’erogazione delle stesse.

Hai bisogno di una perizia asseverata o giurata per Smart&Start? Posso aiutarti.

Sono l’Ing. Riccardo Petricca, laureato con lode in Ingegneria delle Telecomunicazioni e specializzato in e-business ed economia dell’innovazione. Da oltre 20 anni opero nel settore ICT e nella redazione di perizie giurate e asseverate per finanziamenti pubblici e bandi Invitalia. Sono iscritto all’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Frosinone (n° 1548) dal 2004, CTU presso il Tribunale di Roma e di Cassino, Perito ed Esperto presso la Camera di Commercio (CCIAA), Innovation Manager iscritto presso il MISE (MIMIT) e UNIONCAMERE, e Certificatore accreditato per Credito d’Imposta, Ricerca e Sviluppo, Innovazione e Design.

Offro un servizio completo che comprende perizie giurate e asseverate per immobilizzazioni immateriali (software, brevetti, licenze, marchi, know-how), analisi di congruità del prezzo, fascicoli di corrispondenza tecnica e consulenza specializzata per la corretta gestione dell’iter Smart&Start — dalla domanda alla rendicontazione.

Contattami per un preventivo personalizzato:

📧 petricca.r@gmail.com

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